IVAFE: imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero

IVAFE: imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero

IVAFE: le persone fisiche residenti sul territorio italiano che detengono prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio in paesi esteri, devono obbligatoriamente versare un’imposta sul loro valore. Introdotta nel nostro ordinamento con il D.L. 201/2011 (Decreto Monti), è in vigore dal periodo di imposta 2012 in misura proporzionale del valore degli strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria possedute all’estero.



L’oggetto del tributo è stato determinato con l’introduzione della legge europea 2013-bis (Legge n. 161 del 30/10/2014). L’art. 9 della suddetta legge ha modificato l’art. 19, comma 18, 20 e 21, D.L. 201/2011, ed ha espressamente ristretto l’ambito oggettivo di applicazione dell’IVAFE: dal periodo d’imposta 2014, l’imposta non si applica più senza distinzioni e su tutte le attività finanziarie, ma si applica solo ed esclusivamente ai prodotti e agli investimenti finanziari per i quali sono previste imposte in Italia. Questa particolare imposta è dovuta a prescindere dall’importo dell’investimento, tranne nel caso di conti correnti e depositi bancari per i quali il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti conto è superiore a 5.000 euro, in questo caso l’IVAFE è dovuta nella misura fissa di 34,20 euro.
L’IVAFE deve essere versata direttamente dal contribuente e dichiarata nel quadro RW del Modello Unico, al fine di assicurare una massima trasparenza per quanto concerne il monitoraggio fiscale (art. 4, DL n. 167/1990) sulle varie attività finanziarie tenute all’estero. La corretta compilazione del quadro RW è elemento imprescindibile per determinare in modo corretto gli importi da versare previsti ai fini dell’IVAFE. Il contribuente ha la possibilità di sanare l’omessa presentazione del modulo RW entro 90 giorni dallo scadere del termine per la presentazione della dichiarazione annuale, versando una sanzione pari a 258 euro.
Per il versamento, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonché per quanto riguarda ogni forma di contenzioso, relativamente all’IVAFE, si applicano le regole ordinarie dell’IRPEF.

L’elenco sintetico delle attività finanziarie detenute all’estero e soggette ad IVAFE:




  • Contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti, contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato Italiano;
  • Partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti residenti o non residenti, obbligazioni italiane o estere e i titoli similari, valute estere;
  • Depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero;
  • Polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione stipulate con compagnie di assicurazione estere;
  • Attività e investimenti detenuti all’estero per il tramite di soggetti localizzati in Paesi non collaborativi;
  • Gli oggetti preziosi, le opere d’arte, i metalli preziosi detenuti all’estero;
  • Sottoscrizioni di azioni estere o strumenti finanziari assimilati;
  • Forme di previdenza complementare organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero;
  • Ogni altra attività da cui conseguono redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera.

La base imponibile dell’IVAFE è costituita dal valore di mercato di ogni singola attività, rilevato al termine di ogni anno solare nel luogo in cui esse sono detenute, facendo altresì riferimento alla documentazione fornita dall’intermediario. A partire dall’anno finanziario 2014 l’aliquota dell’IVAFE è fissata al 2 per mille. (Dott. Giuseppe Latella)

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